dall’ “Alto Adige” del 7 dicembre 2005
Dicembre 8, 2005Quello scoop di Margheri
di Marcello Ferrari
Mi viene sott’ occhio solo oggi il numero dell”‘Alto Adige” dello scorso venerdì che riporta in bell’evidenza il resoconto della fase finale delle trattative per la costituzione del governo cittadino (e di ben altro) redatto, con la collaudata espressività, da uno dei principali testimoni dell’avventura, il consigliere Margheri.
Il taglio dato, la necessità di sintesi, la non neutralità di chi scrive, non possono evitare che il lettore alimenti il convincimento che la politica sia qualcosa che assomiglia al “mercato delle vacche”, piuttosto che ad una mediazione tra posizioni diverse, legittimate dal consenso elettorale e talvolta tese ad ottenerne il rispetto. Il servizio reso alla causa della politica, quella delle cose vere e serie è dei peggiori. Poi ci si lamenta se la gente se ne dìsaffeziona e diserta le urne o si adagia nel qualunquismo. Se Margheri intendeva rispondere ad un’ esigenza di trasparenza e di partecipazione, nulla gli impediva di chiedere e di pretendere che la trattativa, trasformata in uno spettacolo comunque poco attraente, fosse svolta alla luce del sole, a porte aperte e con la partecipazione della stampa, se non del pubblico. Una novità per certi versi apprezzabile, visto che, in fondo, costituirebbe un serio controllo sulla delega elettiva e comunque verrebbe ad evitare distorsioni.
Non mi nascondo le difficoltà, ma se tanto dà tanto, ne uscirebbe integra la correttezza e la trasparenza molto di più di quanto non lo sia stata privilegiando il modo prescelto dal consigliere Margheri, che finisce per dare un’impronta caricaturale, di puro colore ad un passaggio necessario difficile e serio. Certo ne sarebbe uscita sacrificata la sua personale, riconosciuta invadenza sui media.
Io credo che lo stesso sindaco non si sarebbe sottratto a fornire alla stampa ed a chi si interessa di costume politico un resoconto serio e completo della vicenda. Pur riconoscendo che la politica non è, come non è mai stata, una palestra in cui si pratica soltanto l’altruismo e la cortesia, io credo che un maggiore rispetto per le regole e le procedure, e per tutti coloro che offrono un contributo onesto e serio (e sono molti, prego di credere) alla causa della città sarebbe stato il pedaggio da pretendere anche in questo caso. Che dal suo exploit sarebbe derivato dei fatti un quadro, come si diceva, caricaturale e dunque corrosivo e dannoso, non poteva sfuggire al consigliere Margheri, esperto navigatore della politica. La questione va dunque riposta nell’ambito di un giudizio sulla normale, auspicabile serietà da pretendersi da parte di colo
ro che rivestono responsabilità pubbliche, tanto. più in corrispondenza con momenti delicati e difficili della nostra vita democratica.
Rilevo, per altro, che della mia venticinquennale esperienza politica non ricordo un solo caso in cui si sia mischiata la trattativa per il governo della città con quello che si usa definire “il sottogoverno” . Brutta soluzione quella adottata in questo frangente. Anche questo non aiuta ad accreditare la politica agli occhi degli elettori.
