Documento di “Accordo tra i partiti dell’Unione, la SVP ed il PATT”
La SVP, il PATT ed i partiti dell’Unione affrontano insieme le prossime elezioni politiche del 9 e 10 aprile 2006 seguendo il comune obiettivo di rafforzare la rappresentanza autonomista nel parlamento.Un futuro governo guidato da Romano Prodi, amico dell’autonomia, funge da garante per il percorso di riforma per il rafforzamento della nostra autonomia speciale.Sono passati oltre trent’anni dalla riforma dello Statuto di Autonomia e quattordici dalla conclusione della vertenza che aveva opposto Italia e Austria sulla questione sudtirolese.Nel corso di questo tempo sono intervenute riforme costituzionali, che non possono essere ignorate, proprio per la loro diretta influenza sull’attuale statuto speciale.La costante ricerca d’equilibrio tra eguaglianze e differenze, tra tutela dei diritti individuali e salvaguardia delle caratteristiche linguistiche e culturali dei gruppi, costituisce il fondamento giuridico della convivenza.Questo comporta un confronto sui contenuti dell’autonomia, considerandone lo sviluppo dinamico come un processo importante.Questo processo può anche implicare un aggiornamento delle regole, salvaguardando comunque i principi fondamentali della tutela delle minoranze linguistiche tedesca e ladina.Stabilizzate le garanzie di tutela per le minoranze, si possono allargare i margini dell’autogoverno, al fine di rendere partecipi allo sviluppo e alla gestione del territorio tutti i gruppi linguistici.La nostra autonomia ha bisogno di fare un passo avanti e vedere la piena partecipazione dell’intera popolazione.I partiti dell’Unione, la SVP e il PATT s’impegnano ad insediare all’indomani del voto per le elezioni politiche del 9 e 10 aprile 2006 un tavolo politico, aperto al contributo delle cittadine e dei cittadini, per arrivare a una proposta di aggiornamento dello Statuto di autonomia del Trentino-Alto Adige/Südtirol, adeguandolo alle riforme costituzionali approvate e alla evoluzione culturale, di stili di vita ed al mutamento degli assetti economico sociali.Nel caso della non conferma, per effetto del risultato del referendum popolare, della revisione della parte seconda della Costituzione, voluta dalla maggioranza di governo di centrodestra, si riconferma l’impegno a una modifica costituzionale tendente a garantire la formalizzazione del principio d’intesa tra Stato e Regioni e Province autonome, come condizione anche per le revisioni dei rispettivi statuti speciali, ritenendo che il nucleo intangibile della specialità è costituito dalle procedure paritetiche e dalle vicendevoli garanzie di cooperazione tra il livello statale e quello provinciale.Senza pretesa di esaurire gli argomenti della riforma dello Statuto e senza scartare l’ipotesi che il rinnovamento della autonomia possa in parte realizzarsi anche da subito, con gli strumenti delle norme di attuazione e di legislazione provinciale ordinaria, si elencano alcune coordinate di principio entro le quali muoversi per l’azione di aggiornamento e di riforma della specialità del Trentino-Alto Adige/Südtirol.
1. La riforma costituzionale del 2001 comporta la necessità di rivedere il rapporto tra Stato e Regioni e Province autonome.L’art. 117, ridefinendo le competenze legislative, attribuisce alle Regioni e alle Province autonome una potestà legislativa e regolamentare generale-residuale, consente un’estensione nell’ambito della competenza legislativa e amministrativa dell’autonomia provinciale nelle materie attribuite alla potestà concorrente e di incrementare la potestà legislativa della Regione o, rispettivamente, delle Province.Inoltre alle Regioni e alle Province autonome sono attribuite nuove competenze in materia di rapporti con Stati ed Enti esteri e in materia comunitaria.Tutto questo comporta responsabilità sempre più ampie per l’autonomia del Trentino-AltoAdige/Südtirol, che obbligano a rivedere lo Statuto, anche con riferimento alle regole di governo e alle procedure di garanzia per le cittadine e i cittadini.
2. La riforma costituzionale del 2001, prevedendo la costituzionalizzazione del principio di sussidiarietà, sia verticale tra i livelli istituzionali, sia orizzontale tra istituzioni e società, va attuata anche attraverso norme per la Regione, le Province e i Comuni in modo da favorire la partecipazione dei cittadini singoli e associati per lo svolgimento d’attività di interesse generale.Il nuovo art. 118 della Costituzione, prevedendo la competenza generale dei Comuni nell’esercizio delle funzioni amministrative, pur con le limitazioni previste dal 1°comma, attribuisce ai Comuni la potestà primaria di governo del territorio e presuppone che essi diventino tramite il Consiglio dell’Autonomia (Trento) e il Consiglio dei Comuni (Bolzano) attori e partecipi con le Province nell’elaborazione delle leggi e dei regolamenti provinciali nelle materie che li riguardano, attribuendo loro risorse adeguate per l’esercizio delle funzioni amministrative conferite, riconoscendo loro competenze regolamentari autonome in materia di organizzazione e svolgimento delle funzioni e, infine, prevedendo adeguate forme di garanzia per il rispetto del ruolo e delle competenze dei Comuni, tenendo anche conto della loro capacità amministrativa e gestionale.
3. Nell’ambito del cosiddetto sistema tripolare di governo, l’individuazione per la Regione di un ruolo per questioni d’interesse sovra-provinciali concordate tra le due Province che, nell’assoluto rispetto delle prerogative e delle funzioni delle due Province, che sono i soggetti costitutivi della Regione, sia concretamente operativo come fattore di cooperazione nell’ambito regionale.
4. Confermando gli elementi di garanzia presenti nell’attuale Statuto e avvertendo l’esigenza di muoversi in armonia con i principi dell’Unione Europea, si ritiene che debbano essere affrontati i seguenti aspetti:a. Il bilinguismo e gli strumenti per attestarlo, avendo l’obiettivo di valorizzare la conoscenza sostanziale delle lingue.b. Il ruolo della scuola e il rafforzamento dell’autonomia scolastica nella formazione del cittadino europeo. Questo obbiettivo va raggiunto nel rispetto dell’insegnamento in madrelingua come previsto dall’art. 19 dello Statuto e nel rafforzamento dell’autonomia scolastica e formativa.c. Si conferma il principio della proporzionale: Tale strumento, previsto come misura positiva, ha riportato equilibrio nel sistema di distribuzione delle risorse, ma incontra anche difficoltà in alcuni settori e livelli di carriera. Il problema va affrontato avendo a cuore la giusta ripartizione delle risorse pubbliche, l’efficienza e la qualità dei servizi pubblici, la stabilità del rapporto di lavoro, con l’obbiettivo di garantire la presenza di tutti i gruppi linguistici in tutti i livelli e avendo anche riguardo al merito.d. Il diritto di voto dei nuovi residenti merita attenzione, salvaguardando le garanzie conquistate grazie allo Statuto di Autonomia con altri principi costituzionali e con l’ordinamento comunitario.
5. La SVP, il PATT ed i partiti dell’Unione concordano che l’autonomia è un bene condiviso che va a vantaggio delle cittadine e dei cittadini di tutti i gruppi linguistici. Essa andrà garantita, anche attraverso la salvaguardia del principio del finanziamento dell’autonomia come previsto dalla normativa vigente.Per garantire uno sviluppo della nostra autonomia nel quadro europeo e adempiere agli impegni internazionali, occorre procedere celermente alla ratifica dei Protocolli attuativi della Convenzione delle Alpi e degli atti aggiuntivi della Convenzione di Madrid sulla cooperazione transfrontaliera.Per quanto riguarda l’energia va salvaguardata la norma d’attuazione in vigore rispettando al contempo le normative comunitarie.Per quanto riguarda le leggi elettorali per il parlamento nazionale i partiti dell’ Unione, la SVP e il PATT riconoscono in pieno la necessità del principio di garanzia di rappresentanza delle minoranze linguistiche, nonché delle quote rosa e dell’espressione delle preferenze. Per quanto concerne la legge elettorale per il Parlamento Europeo è ferma volontà di garantire anche in futuro la rappresentanza della minoranza sudtirolese attraverso un collegio o una clausola preferenziale. Altresì va rivista la modalità di nomina degli assessori provinciali esterni al consiglio provinciale di Bolzano.Sono infine da affrontare con norme d’attuazione le questioni ancora aperte che nel corso di quest’ ultima legislatura il governo di centro-destra non ha saputo o voluto risolvere.
gf