Il giorno della memoria
Febbraio 11, 2006Alla presenza del Sindaco Luigi Spagnolli, del Vice Sindaco Pichler Rolle dei membri della Giunta e di numerose autorità politiche, civili e militari si è svolta a Bolzano una cerimonia di commemorazione in ricordo delle vittime delle foibe. La cerimonia si è tenuta lungo le passeggiate del Talvera all’altezza dell’intersezione con via Fiume, una delle quattro vie cittadine (le altre sono via Dalmazia, Pola e Zara) intitolate alle principali località istriano-dalmate. Segno questo dell’attenzione che la Città di Bolzano ha riservato e riserva ancor oggi ai rapporti con la gente di quelle terre. “La tragedia delle foibe -ha detto il Sindaco nel suo intervento- e quella ad essa collegata dello sradicamento e dell’esodo di migliaia di persone di lingua italiana dalla terra dove vivevano da generazioni, deve far riflettere profondamente. La parola infoibati è terribile, significa non solo uccisi con violenza, ma anche “fatti sparire”, “cancellati”. Nella giornata del ricordo Bolzano vuole appunto ricordare quella immane tragedia e nel contempo esprimere un ringraziamento ai concittadini di origine istriano-dalmata per il contributo di qualità e di umanità che hanno fornito alla nostra città, alla quale hanno dato uomini e donne capaci, operosi, esemplari”. Circa 3.000 infatti gli esuli che si sono stabiliti a Bolzano e provincia. “La commemorazione di quest’oggi si tiene in un luogo molto particolare, dove il rigoglio della natura -ha detto il Sindaco pensando alle passeggiate del Talvera- e la maestosità del paesaggio, ben si integrano con l’ordine del tessuto urbano per ricordare con commozione quei fatti”. E la commozione non è mancata anche negli interventi di coloro che sul palco hanno preceduto l’intervento del Sindaco Spagnolli. Dalle parole di Giovanni Benussi in qualità di presidente dell’Associazione cittadina degli istriani e dalmati, a quelle ancor più toccanti e commoventi di Sergio Dragogna e Luciano De Vescovi che hanno ripercorso non senza emozione, tragici eventi e fatti che hanno segnato la loro esperienza umana e familiare”. (mp)
(dal sito del Comune)
gf