Archivio per Aprile 2006

Franco Marini presidente del Senato

Aprile 29, 2006


Data: 29/04/2006 15:48
Il neo eletto: ”Sarò il presidente di tutto il Senato”
L’esponente della Margherita ha ottenuto 165 preferenze contro le 156 di Giulio Andreotti, una la scheda bianca

Roma, 29 apr. (Adnkronos/Ign) - Franco Marini è il nuovo presidente del Senato. E’ stato eletto con 165 voti, 3 in più rispetto al quorum richiesto. A Giulio Andreotti sono andate 156 preferenze. Una la scheda bianca. Il primo ‘atto’ compiuto da Marini, subito dopo aver raccolto i festeggiamenti del settore di centrosinistra dell’Aula di palazzo Madama, è stato un caloroso abbraccio con stretta di mano con la senatrice a vita Rita Levi Montalcini, 97 anni, la più anziana del Senato. Un primo applauso era scattato quando la conta seguita dai parlamentari dell’Unione aveva toccato quota 162 voti e dunque al raggiungimento del quorum, ma il presidente Oscar Luigi Scalfaro era subito intervenuto pregando l’Aula di non interrompere lo spoglio delle schede, peraltro oramai quasi ultimato. Un secondo, più fragoroso applauso, è poi partito proprio al momento dell’abbraccio fra Marini e la Levi Montalcini. Un applauso è giunto anche da Andreotti ma con Marini non c’è stato nessun ‘incontro ravvicinato’: né breve colloquio, né stretta di mano, né un saluto. Anzi, quando Marini era ancora sullo scranno più alto dell’aula di palazzo Madama, avendo appena terminato il suo discorso inaugurale, Andreotti si è alzato dal suo seggio nella seconda fila centrale e ha lasciato l’assemblea. Un caloroso abbraccio, invece, il neo presidente lo ha ricevuto da Oscar Luigi Scalfaro, nel momento in cui gli ha ceduto la poltrona di presidente del Senato. In apertura del suo discorso di insediamento Marini ha rivolto un pensiero ai nostri militari morti in Iraq: ”Permettetemi di rivolgere un pensiero commosso ai caduti di Nassiriya. Esprimo il cordoglio della nazione e alle famiglie”. Poi la dichiarazione di intenti. ”Sarò il presidente di tutto il Senato”, sono state le sue prime parole. Il neo eletto si è impegnato a essere ”presidente di tutti”, nel dialogo fermo tra forze politiche e nel quadro di quel bipolarismo ”che anch’io ho contribuito a creare”, ed ha ricordato ”l’eccezionale partecipazione democratica” alle ultime elezioni di fronte a cui ”tutte le forze politiche sono chiamate a operare con passione e impegno civile e politico”. Poi il ringraziamento a chi lo ha votato, ma anche a chi ha scelto Andreotti, e l’esortazione al Paese ad essere ”unito e solidale”. Marini ha anche ringraziato il ministro per gli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, per le riforme che hanno consentito l’esercizio di voto ai nostri connazionali emigrati. Di fronte alla freddezza e ad alcune battute provenenti dal centrodestra, il neo eletto presidente ha subito ripreso quei settori dell’emiciclo: ”Questa ironia non mi sembra adeguata. Il ringraziamento è sincero: è un obiettivo storico e importante per il Paese”. Un applauso ‘bipartisan’ è stato rivolto dall’intera aula di palazzo Madama all’ex presidente del Senato, Marcello Pera, nel momento in cui ha ricevuto l’omaggio da parte del nuovo presidente. Infine, prima di concludere il suo intervento, riferendosi a una battuta che gli aveva riservato Andreotti in un’intervista, Marini ha chiosato: ”Ora termino, perché altrimenti il saluto del ‘novizio’ potrebbe allungarsi troppo”.
(da Google News)
gf

Bertinotti presidente della Camera dei Deputati

Aprile 29, 2006


Roma, 29 aprile 2006

Come previsto ce l’ha fatta al quarto scrutinio. Il segretario di Rifondazione comunista Fausto Bertinotti è stato eletto presidente della Camera dei Deputati.
Per lui 337 voti, quindi ben più della maggioranza assoluta dei presenti prevista dal quorum del quarto scrutinio.
La Casa delle Libertà ha deciso di votare scheda bianca o, come ha fatto qualche deputato in polemica, per il segretario dei Ds Massimo D’Alema. Il premier uscente Silvio Berlusconi invece non ha partecipato al voto.
Questi i dati ufficiali annunciati dal presidente pro tempore Fabio Musso: presenti e votanti 609; maggioranza assoluta dei voti 305. Hanno ottenuto voti: Bertinotti 337; D’Alema 100; Gerardo Bianco 3; Berlusconi 2; Cota 2, Cossiga 2; Gardini 2. Voti dispersi 11, schede bianche 144, schede nulle 6.
Bertinotti succede dunque a Pierferdinando Casini. Illustri i precedenti di presidenti della Camera che provenivano dalle fila del Pci: Pietro Ingrao e Nilde Iotti. E poi c’è Giorgio Napolitano, che però fu eletto alla guida di Montecitorio quando il Pci era già stato sciolto per lasciare il posto al Pds.
(da Rai News)
gf

Nassirija

Aprile 27, 2006

27-04-2006
“Profondo dolore e cordoglio” per l’attentato che questa mattina è costato la vita ai militari italiani a Nassiriya è stato espresso dal presidente della Margherita Francesco Rutelli ai familiari delle vittime e ai Vertici dell’Arma dei Carabinieri e dell’Esercito, così duramente colpiti.
“Ci stringiamo con tutta la Nazione attorno alle loro famiglie e alle Forze Armate di fronte a questo gesto orribile e vigliacco, che è costato la vita ai nostri ragazzi e a un militare rumeno, impegnati al servizio della ricostruzione dell’Iraq”, aggiunge Rutelli.
“Deve essere chiaro a tutti che l’agenda dell’Italia in Iraq - conclude - non è mai stata e mai sarà determinata né modificata dai gesti criminali dei terroristi”.
(da margheritaonline)
gf

Chi sarà Presidente del Senato?

Aprile 26, 2006


ROMA - Gli altoatesini della Svp annunciano ufficialmente il loro voto a favore di Franco Marini nella battaglia per la presidenza del Senato. Tre schede a favore del dirigente della Margherita che dunque non passano dall´altra parte, non sparigliano i numeri di partenza e tengono ancorato l´uomo dell´Unione a quota 162 preferenze. Con la conferma di questo dato anche nel segreto dell´urna, Marini sarà eletto al primo scrutinio, venerdì mattina. Ma la partita resta aperta almeno fino a quando in campo continua a stare Giulio Andreotti. Se si accorgesse di non avere numeri sufficienti per sperare, il senatore a vita potrebbe rinunciare? «Nossignore», risponde lui. E spiega: «I candidati non li devono scegliere i partiti, ma il Senato. Altrimenti cadiamo in una gigantesca contraddizione con quello che facciamo da tanti anni». La Sudtiroler Volkspartei ha deciso ieri durante una riunione del partito a Bolzano. Confermata l´amicizia per Andreotti. Il leader Luis Durnwalder però ha parlato di «compattezza» e di «scelta unanime, pur restando riconoscenti per quello che Andreotti ha fatto per l´Alto Adige». Più duro il segretario politico della Svp, Elmar Pichler Rolle: «Non ci prestiamo al gioco di Berlusconi». Più morbida Helga Thaler Ausserhofer, presidente uscente del gruppo delle autonomie a Palazzo Madama, ieri assente alla riunione: «Rispetterò la decisione del partito e voterò per Marini. Prendo atto però che la Volkspartei da oggi rinuncia a essere un partito di centro. Dovevamo sostenere Prodi ma essere liberi sulle questioni istituzionali. Questo ora non vale più». C´è tutta l´amarezza di una grande tifosa di Andreotti, nelle parole della Thaler. E c´è anche un caso politico aperto nella Svp. Andreotti non ha preso bene la decisione degli altoatesini. «Diciamo che non vivo con l´idea fissa di fare il presidente del Senato. Poi, ognuno può fare quello che crede. È un po´ strano perché il nostro gruppo è presieduto da una di loro, la Thaler… La decisione mi ha meravigliato perché con la Svp ho rapporti praticamente da quando sono nato, cioè dal ´49». Il senatore a vita ricorda il feeling decennale e profondo con l´Alto Adige: «Mi sono sempre occupato di loro. Però, capisco. Hanno anche degli obblighi, c´è una candidatura in comune con il centrosinistra… Mi sembra naturale che debbano fare queste dichiarazioni». Andreotti spera ancora che le parole dicano il contrario delle schede, che la sua rete di contatti alla fine lo premi. Che almeno uno o due voti della Svp finiscano nella sua colonna, magari non quello di Oskar Peterlini eletto effettivamente a Bolzano grazie ai voti dell´Unione. Ieri però era più scoraggiato. Non è incerto, e non lo è mai stato, il voto del neosenatore Marco Follini: «Voto Andreotti». Ma Francesco Cossiga è tornato a coprire le sue carte. Dopo essersi sbilanciato a favore dell´ex premier dc, ha rimesso in discussione il voto: «Si vedrà. Non ho ancora deciso». Ma in bilico è tornato anche un voto dato per certo a Marini, tra i quattro eletti all´estero per l´Unione. Il senatore italo-argentino Edoardo Pollastri, subentrato a Mirella Giai, si dichiara «cattolico, indipendente» e «amico di Tremaglia», anche se appoggia il centrosinistra. E fra Marini e Andreotti non ha ancora scelto il nome giusto. Margherita e Ds però sono sicuri del risultato. Non si scende da quota 162 per Marini. E se è così, l´elezione avverrà al primo scrutinio.

GOFFREDO DE MARCHIS - Repubblica
(da margheritaonline)
gf

Generazione U

Aprile 21, 2006

La grande occasione
di Paolo Gentiloni

L’innovazione, in politica, non è un pranzo di gala. Ci teniamo stretti partiti fragili e asfittici, che la nuova legge elettorale fa degenerare in oligarchie, sapendo che sono comunque da difendere contro l’antipolitica. Quando proviamo ad innovarli, il più delle volte (vedi le candidature Margherita delle ultime elezioni) lo facciamo dall’esterno. E con grandissima fatica. Come se innovarli dall’interno fosse davvero troppo difficile.
A quanti invocano più innovazione e ricambio generazionale (penso a Mario Adinolfi e ad altri che hanno commentato il post precedente) dico che l’obiettivo può diventare praticabile in momenti di svolta. E’ lì che gli spazi si aprono e le nuove generazioni politiche emergono. La svolta alla quale io ho partecipato, ad esempio, è stata quella dell’elezione diretta dei Sindaci quando una nuova leva (non solo anagrafica) si è affacciata alla politica e, col tempo, ai partiti.
Il traguardo del partito democratico può offrirci una nuova, grande occasione? Penso proprio di sì.
Il risultato elettorale lo rende palesemente necessario. Il contestuale cambio di legge elettorale potrebbe essere di aiuto.
Ma attenzione: per farlo davvero, e coglierne l’occasione di innovazione della politica, bisogna agire dall’alto e dal basso. Se si marcia solo sulle gambe di dl e ds non si va da nessuna parte. Ma se a quelle due gambe non diamo la sicurezza e l’equilibrio necessario per mettersi in moto non partirà nulla di nulla.
Torniamo al punto di partenza. Per quanto fragili e asfittici, questi sono i partiti che abbiamo. Approfittando della grande occasione, proviamo a cambiarli. Non certo a farne a meno.
(dal blog di Paolo Gentiloni)
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La relazione di Rutelli

Aprile 20, 2006


Clicca qui
(da margheritaonline)
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L’Italia abrogata nella notte. Al suo posto la Grosse Suisse

Aprile 20, 2006


Approfittando del weekend vacanziero, il governo Berlusconi lancia l’ultima legge ad-libitum, e dichiara fallita l’Azienda Italia. Inutile il riconteggio delle schede elettorali. Nuova capitale a S-Chanf, nel cantone dei Grigioni

S-Chanf, Cantone dei Grigioni, Grosse Suisse. Questo il nuovo indirizzo che dovrete scrivere sulle vostre lettere di protesta al governo. Perché, dal giorno di Pasquetta, l’Italia non esiste più. L’ha abrogata, in un impeto di rabbia, il governo ancora in carica in una ultima appassionata seduta plenaria. Trovatisi fortuitamente tutti oltre il confine italo-elvetico con delle pesantissime valigie appresso, i ministri del governo Berlusconi si sono seduti intorno ad un tavolino da pic-nic, dove il Presidente del Consiglio ha distribuito le sue ultime tavolette di cioccolato fondente. Poi, col coltellino multiuso di Calderoli, hanno sottoscritto all’unanimità sul legno del tavolo il decreto finale di scioglimento della nazione, con la definitiva annessione alla vicina Svizzera.
“Tutti i capitali sono già qua”, ha detto alle marmotte il Cavaliere, “Tanto vale portarci anche la capitale: ho già messo gli occhi sulla sede adatta in cui instaurare le nuove istituzioni. E, ah, già, dimenticavo: il conteggio delle schede delle ultime elezioni non ci riguarda, perché non vogliamo intrometterci nelle beghe interne di un paese straniero.”
(dal blog Giuda, il sito che non tradisce)
gf

Vittoria!

Aprile 19, 2006

La Cassazione conferma
“Ha vinto l’Unione”
Prodi: “Ora governiamo”
La Cassazione ha confermato l’esito della consultazione elettorale: “Ha vinto l’Unione”. Lo scarto tra le due coalizioni alla Camera è di 24.755 voti per il centrosinistra, 469 in meno rispetto ai dati diffusi dal Viminale. Anche il ricorso di Calderoli sui 45 mila voti contestati è stato respinto.

“Ora noi governiamo”, è il primo commento di Romano Prodi mentre l’Ulivo parla di fine del “teorema fasullo” di Berlusconi.

Ma Tremonti non si arrende e dichiara che serve un ulteriore supplemento di controlli. Il segretario dell’udc Cesa, invece, riconosce il verdetto della Corte e augura a Prodi buon lavoro
(da la Repubblica)
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suspence

Aprile 19, 2006

Roma, 14:46

ELEZIONI: CASSAZIONE, NESSUN DATO UFFICIALE SU ESITO VOTO

Nessun dato ufficiale sull’esito del voto da parte dell’ufficio centrale elettorale della Cassazione. Secondo quanto si e’ appreso, i magistrati e il loro presidente, Giovanni Paolini, non hanno allo stato firmato ancora il verbale che formalizza i conteggi di competenza della Cassazione. A “Palazzaccio”, ai giornalisti, e’ stato ripetuto che il dato sara’ comunicato intorno alle 18.

Cassazione conferma l’esito elettorale

Aprile 19, 2006

Secondo quanto riferito da Sky Tg24, la Cassazione avrebbe confermato l’esito della consultazione elettorale. I verbali elettorali dalle 26 circoscrizioni sono arrivati stamane presso la Suprema Corte, che alle 17 renderà ufficiale il risultato della propria verifica.

14:27 Sky: “Cassazione conferma esito elezioni”

Secondo quanto riferito da Sky Tg24, la Corte di Cassazione ha confermato l’esito delle elezioni. L’annuncio ufficiale è previsto per le 17.
(da la Repubblica)
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