Chi sarà Presidente del Senato?


ROMA - Gli altoatesini della Svp annunciano ufficialmente il loro voto a favore di Franco Marini nella battaglia per la presidenza del Senato. Tre schede a favore del dirigente della Margherita che dunque non passano dall´altra parte, non sparigliano i numeri di partenza e tengono ancorato l´uomo dell´Unione a quota 162 preferenze. Con la conferma di questo dato anche nel segreto dell´urna, Marini sarà eletto al primo scrutinio, venerdì mattina. Ma la partita resta aperta almeno fino a quando in campo continua a stare Giulio Andreotti. Se si accorgesse di non avere numeri sufficienti per sperare, il senatore a vita potrebbe rinunciare? «Nossignore», risponde lui. E spiega: «I candidati non li devono scegliere i partiti, ma il Senato. Altrimenti cadiamo in una gigantesca contraddizione con quello che facciamo da tanti anni». La Sudtiroler Volkspartei ha deciso ieri durante una riunione del partito a Bolzano. Confermata l´amicizia per Andreotti. Il leader Luis Durnwalder però ha parlato di «compattezza» e di «scelta unanime, pur restando riconoscenti per quello che Andreotti ha fatto per l´Alto Adige». Più duro il segretario politico della Svp, Elmar Pichler Rolle: «Non ci prestiamo al gioco di Berlusconi». Più morbida Helga Thaler Ausserhofer, presidente uscente del gruppo delle autonomie a Palazzo Madama, ieri assente alla riunione: «Rispetterò la decisione del partito e voterò per Marini. Prendo atto però che la Volkspartei da oggi rinuncia a essere un partito di centro. Dovevamo sostenere Prodi ma essere liberi sulle questioni istituzionali. Questo ora non vale più». C´è tutta l´amarezza di una grande tifosa di Andreotti, nelle parole della Thaler. E c´è anche un caso politico aperto nella Svp. Andreotti non ha preso bene la decisione degli altoatesini. «Diciamo che non vivo con l´idea fissa di fare il presidente del Senato. Poi, ognuno può fare quello che crede. È un po´ strano perché il nostro gruppo è presieduto da una di loro, la Thaler… La decisione mi ha meravigliato perché con la Svp ho rapporti praticamente da quando sono nato, cioè dal ´49». Il senatore a vita ricorda il feeling decennale e profondo con l´Alto Adige: «Mi sono sempre occupato di loro. Però, capisco. Hanno anche degli obblighi, c´è una candidatura in comune con il centrosinistra… Mi sembra naturale che debbano fare queste dichiarazioni». Andreotti spera ancora che le parole dicano il contrario delle schede, che la sua rete di contatti alla fine lo premi. Che almeno uno o due voti della Svp finiscano nella sua colonna, magari non quello di Oskar Peterlini eletto effettivamente a Bolzano grazie ai voti dell´Unione. Ieri però era più scoraggiato. Non è incerto, e non lo è mai stato, il voto del neosenatore Marco Follini: «Voto Andreotti». Ma Francesco Cossiga è tornato a coprire le sue carte. Dopo essersi sbilanciato a favore dell´ex premier dc, ha rimesso in discussione il voto: «Si vedrà. Non ho ancora deciso». Ma in bilico è tornato anche un voto dato per certo a Marini, tra i quattro eletti all´estero per l´Unione. Il senatore italo-argentino Edoardo Pollastri, subentrato a Mirella Giai, si dichiara «cattolico, indipendente» e «amico di Tremaglia», anche se appoggia il centrosinistra. E fra Marini e Andreotti non ha ancora scelto il nome giusto. Margherita e Ds però sono sicuri del risultato. Non si scende da quota 162 per Marini. E se è così, l´elezione avverrà al primo scrutinio.

GOFFREDO DE MARCHIS - Repubblica
(da margheritaonline)
gf

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