Archivio per 15 Giugno 2006

via Cappuccini

Giugno 15, 2006

Si sente molto parlare in questi giorni di via Cappuccini per via dei suoi pubs e delle intemperanze giovanili dei suoi giovani serali frequentatori.
Mi ricordo che , quando facevo il liceo, passavo per questa via ogni mattina e che prima di ogni compito in classe andavo a chiedere aiuto alla Madonnina nella piccola cappelletta che dava sulla via.
Di quei tempi mi ricordo del cinema Roma e dei films di Spartacus e di Sergio Leone, visti tra il fumo delle sigarette e le colonne della sala buia.Poi via Cappuccini non l’ ho più sentita nè vista fino ad oggi.
Adesso invece se ne parla molto, perchè è diventata famosa per i suoi pubs trasgressivi e casinisti, che tanto piacciono ai giovani e giovanissimi di Bolzano. Lì si può ascoltare musica, si incontrano gli amici, si conoscono le ragazzine, ma soprattutto si può bere tutto quello che si vuole e quanto si vuole. E non c’è limite di orario. Una bella libertà insomma, dopo aver studiato e fatto il proprio dovere. Piacerebbe anche a me se fossi giovane come loro. C’è un problema: i vicini si lamentano, c’è tropo casino, si rivolgono al Comune, il Sindaco propone nuove regole: i pubs devono chiudere, alle 24 quelli più bravi, alle 23 quelli indisciplinati.
Le regole, già proprio le regole sono un problema: càspita anche gli antichi Romani dicevano “panem et circenses”, anche noi giovani vogliamo divertirci un po’ tra di noi, cosa dobbiamo aspettare? di diventare grandi e di guardare su Sky i campionati mondiali di calcio o le partite del campionato organizzati da Blatter e da Moggi? No, preferiamo parlare tra di noi, ridere, dire cazzate, bere qualcosa, conoscere qualche ragazza nuova, divertirci, essere giovani insomma e magari pisciare sui muri.
Ah, a proposito sapete come si chiamava il più famoso bevitore di birra all’ ultima Oktoberfest di Monaco? Orinawa Suimuri.
Al di là della battuta penso che i giovani abbiano diritto alla propria libertà e che le regole non possano riportarci al proibizionismo degli anni 30. Non è un problema di leggi, ma di educazione e quella si impara a scuola, ma prima di tutto in famiglia.
Poi i baristi son tutti uguali, non ci sono baristi di serie A e di serie B: tutti vivono vendendo roba da bere, visto che hanno ricevuto una licenza.
Forse i frequentatori di via Cappuccini sono più giovani e più intemperanti di quelli di Corso Libertà, forse in centro città c’è più gente che abita sopra i locali pubblici, mentre in Corso Libertà ci sono più uffici e assessorati, chiusi di notte.
Resta comunque da dire che, come al solito, il troppo stroppia, e quindi il giovane non deve bere troppo, il barista non deve dare troppo da bere, i vicini non devono lamentarsi troppo, il legislatore non deve legiferare troppo.
Avete presente il sano vecchio buon senso?
gf
P.S.
Il colmo per un barista? Vendere alcolici in via Cappuccini.