Archivio per Ottobre 2006

Sara’ vero?

Ottobre 28, 2006

Poche auto, efficiente monitoraggio dell’aria, abusivismo edilizio quasi inesistente, politiche che favoriscono il risparmio energetico. Sono queste le virtù che sono valse a Bolzano il titolo della città più “ecosostenibile” fra i 103 capoluoghi di provincia italiani. Ad incoronare il capoluogo dell’Alto Adige per il rispetto dell’ambiente è l’ultimo rapporto Ecosistema urbano 2007 realizzato da Legambiente e Il Sole-24 Ore del lunedì.
A Londra intanto applicano con successo, ed anzi amplieranno, la zona di accesso a pagamento al centro (congestion charging).
gf

L’Associazione per il Partito Democratico in Alto Adige

Ottobre 20, 2006

Scopo dichiarato dell’associazione è quello di contribuire alla nascita del Partito Democratico in Alto Adige, favorendo l’integrazione delle forze politiche di centro-sinistra e proponendosi come luogo di confronto culturale e tematico, in grado di attrarre e valorizzare la partecipazione attiva della ‘società impegnata’ alla vita politica.
L’Associazione è indipendente dai singoli partiti politici ed opera in autonomia rispetto a tutti gli altri soggetti, con i quali è tuttavia aperta ad instaurare collaborazioni.

1 Le convinzioni
Le persone che aderiscono all’associazione condividono il convincimento che il modello di autonomia che si è realizzato in Alto Adige abbia grandi meriti per il livello di pacificazione sociale cui ha contribuito, per le capacità di autogoverno che ha prodotto, per il benessere economico diffuso che ne è derivato; nondimeno reputano necessaria l’introduzione di innovazioni socio-economiche determinanti per accrescere la competitività del territorio e per soddisfare vecchi e nuovi bisogni sociali, mediante l’evoluzione dell’attuale modello di autonomia rivendicativo e difensivo in un modello inclusivo, aperto e partecipato. Ciò presuppone un soggetto politico atto al superamento dell’attuale frammentazione delle forze politiche di centro-sinistra che, pur differenti tra loro, condividono i principi fondamentali che accomunano le forze progressiste in Europa.
Pur non essendo orientato in senso etnicamente unilaterale, compito primario del nuovo soggetto politico unitario sarà quello di recuperare, all’interno di un rilancio dell’autonomia, la maggioranza dei cittadini del gruppo linguistico italiano, resi scettici sul suo reale valore da un’efficace e pluriennale opera di strumentalizzazione da parte delle destre. A quest’ ultima l’azione politica del centro-sinistra deve replicare anche ripristinando i saldi legami di un tempo con le categorie economiche e professionali, del mondo del lavoro, dell’associazionismo.
2 I principi
È necessario sviluppare un progetto politico-culturale, basato su principi che mettano in relazione gli stimoli intellettuali del riformismo europeo con le specificità del territorio provinciale e punti sul principio della sussidiarietà; su un orientamento politico ed economico meno dirigista e centralista; sulla valorizzazione della interculturalità e del plurilinguismo; su una maggiore responsabilizzazione dei soggetti privati (individui, famiglie, associazioni), sull’inclusione dei soggetti più deboli, su risorse socioculturali in cui pubblico e privato si integrano a vicenda; sull’incremento delle risorse umane invece che sulla moltiplicazione delle strutture (che crea spesso doppioni e micro-centri di potere autoreferenziali); sulla centralità socioeconomica di cultura, ricerca e università; sul valore sociale di sanità e scuola, promuovendone qualità e professionalità; sullo snellimento burocratico e sulla modernizzazione della pubblica amministrazione; sul sostegno all’infanzia ed ai non autosufficienti; sulla conciliazione tra i tempi lavorativi ed i tempi familiari; sul rafforzamento del ruolo della genitorialità, la condivisione dei ruoli familiari, le pari opportunità in tutti i campi della vita sociale e lavorativa; sul rilancio di una concezione etica dell’azione politica, che anteponga coerenza, trasparenza, onestà e interesse generale al perseguimento di vantaggi individuali o di gruppi di interesse.
3 Il ruolo dell’Associazione
L’Associazione va intesa come punto di riferimento di una ‘rete aperta’ che promuova il dialogo dei soggetti politici tradizionali con singole persone e gruppi disponibili a contribuire con le proprie idee e risorse allo sviluppo della comunità; è un interlocutore dei partiti, sia per il confronto tematico e sulle proposte, sia per la definizione di un percorso che possa portare ad una compatta aggregazione politica altoatesina di centro-sinistra; in tal senso è impegnata a promuovere l’aggregazione dei partiti del centro-sinistra verso la costituzione del Partito Democratico in Alto Adige, soggetto politico che sarà finalmente in grado di dialogare in modo univoco e coeso con la SVP nella definizione delle linee di sviluppo dell’autonomia nella provincia di Bolzano.
L’Associazione, senza voler minimamente disconoscere il ruolo dei singoli partiti di centro-sinistra, intende coinvolgerli in questo innovativo progetto volto a vederli interagire maggiormente con altri interlocutori della società civile sulla base di principi condivisi.
L’Associazione intende prestare il proprio supporto nella ricerca, documentazione, divulgazione, formazione, organizzazione di convegni nell’ambito dello sviluppo territoriale e dell’autonomia, operando per aree di approfondimento secondo un approccio interdisciplinare con ampi interscambi di competenze e momenti di confronto.

(ricevuto da Elio Cirimbelli)
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ASSOCIAZIONE POLITICO-CULTURALE PER IL PARTITO DEMOCRATICO

Ottobre 15, 2006


“Quando si va verso un obiettivo, è molto importante prestare attenzione al Cammino.
E’ il cammino che ci insegna sempre la maniera migliore di arrivare, e ci arricchisce mentre lo percorriamo” (Paulo Coelho)

Queste parole spiegano nel migliore dei modi perché i partiti tradizionali, invece di covare infondati timori che possa venir sminuito il loro importante ruolo, abbiano tutto l’interesse a promuovere una forte partecipazione di tutte le componenti politicamente attive ed in particolar modo della cosiddetta “società impegnata”.
Serve un partito articolato che nasca anche da una sentita esigenza della base, e non un ennesimo partito mono- o bicolore, altrimenti anziché sviluppare sinergia e coesione, si procederebbe in ultima analisi ancora una volta verso una dispersiva frammentazione.
Soprattutto a livello locale, in previsione delle prossime elezioni provinciali, il Partito Democratico dovrà andare ben al di là di una mera sommatoria tra DS e Margherita, se non vorrà vedersi svalutato alla stregua di un cartello elettorale o di una piattaforma ad hoc assai poco convincente.
Se l’obiettivo è veramente quello dichiarato di costruire, dobbiamo perseguirlo fin da subito non ciascuno per proprio conto, bensì tutti insieme, i partiti e la società impegnata mano nella mano.
Un presupposto imprescindibile è che dobbiamo avere ben chiaro l’obiettivo.
Ognuno, giustamente, mantiene i propri valori, ma riconosce al contempo come indispensabile impegnarsi concretamente per superare i particolarismi delle singole ideologie.
Permettetemi di concludere il mio intervento con una riflessione che vorrei qui riassumere con parole mie:
A coloro che pensano attraverso un’ideologia pensare non è necessario, in quanto è quest’ultima a pensare per loro. Ciò tuttavia ne fa dei veri e propri schiavi, che vivono dormendo mentre un’idea pensa al loro posto.
Amici! Cerchiamo di evitarlo, se ci sta veramente a cuore la nascita del Partito Democratico.

Commento di Elio Cirimbelli
Direttore Centro Asdi

Verso il Partito Democratico

Ottobre 7, 2006


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