Rainer e il perdono
Sono anni che, studiando il fenomeno, mi sono accostato ai temi inerenti al diritto canonico, al Magistero, al Direttorio di pastorale familiare per la Chiesa in Italia, che ho approfonditamente discusso con religiosi esperti in materia, e credo di essere riuscito ad orientarmi in questa non facile e delicata tematica che comunque non smette di appassionarmi.
Innanzitutto va osservato che il signor Rainer, essendo stato dichiarato nullo dalla Sacra Rota il suo primo matrimonio, celebrato con rito religioso, si trovava indubbiamente nelle condizioni richeste per potersi risposare nuovamente in chiesa.
Va poi osservato che, per la chiesa cattolica, un omicida può, tramite il sacramento della riconciliazione, pentirsi del grave peccato commesso e, manfestando il proposito del proprio ravvedimento, ottenere, in quanto battezzato, il perdono e l’assoluzione, sempreché non divenga recidivo e non ricada in uno stato di indegnità.
E proprio tale è invece, ahimè, la condizione del cattolico divorziato risposato, che pur potendo accostarsi al sacramento della riconciliazione, oggettivamente è già divenuto recidivo, avendo ufficializzato in un successivo matrimonio civile la propria condizione “in contrasto con il Vangelo che proclama ed esige il matrimonio unico e indissolubile: la […] nuova “unione” non può rompere il vincolo coniugale precedente, e si pone in aperta contraddizione con il comandamento di Cristo” (Direttorio di pastorale familiare, Capitolo VII, 214).
Se mi è a questo punto consentito esprimere un’opinione del tutto personale, vorrei osservare che tutto il disorientamento e le polemiche conseguenti alle nozze Rainer si sarebbero potute agevolmente evitare se i diretti interessati avessero avuto il buon gusto di optare per una cerimonia strettamente riservata.
Elio Cirimbelli Pres. A.S.D.I.
gf
Agosto 22, 2007 alle 2:02 am
Certo che il cavillo è il ragno nel buco della retorica e si riesce sempre a farlo uscire; si parla di indossolubilità del matrimonio espressa nel vangelo, ma nel vangelo non si nomina la Scra Rota come tribunale Ecclesiastico anche se mi si può ribattere:.
La mia opinione:tutta ampollosità di espressione ed esposizione alterata ad oc di un concetto semplice ma che deve essere un muro per le persone semplici, cioè vere.
Agosto 22, 2007 alle 2:05 am
Mi dispiace che la risposta testè data sia stata amputata togliendo una frase importante……così va il mondo………..